Si tratta di un argomento molto controverso. Ho sentito alcuni predicatori dire che l’adulterio è il peccato imperdonabile. Parlando in generale, la maggior parte delle vecchie istituzioni della chiesa, quelle storiche come la chiesa cattolica, la chiesa episcopale, la chiesa anglicana e altre ancora sostengono che è sbagliato per un cristiano divorziare e che se un cristiano è divorziato non può risposarsi. Questo è ancora oggi l’insegnamento della chiesa cattolica e della chiesa anglicana anche se hanno comunque diversi modi per aggirare i regolamenti se sei abbastanza ricco e conosci le persone giuste. Ho anche osservato che, sebbene non sia permesso ai divorziati di accostarsi alla comunione, vengono accettati i loro soldi quando li mettono nella cassettina delle offerte! Questo comportamento mi sembra bizzarro. Cercherò, quindi, di esaminare l’argomento solo su basi scritturali. Non ho intenzione di cercare altre fonti, soltanto la Bibbia. Ritengo che la Bibbia sia sufficientemente esaustiva.

Intendo porre due domande a cui poi dare la risposta.

1) Su quali basi, qualora ve ne siano, è biblico per un cristiano divorziare?

2) È biblico che un cristiano divorziato si possa risposare?

Queste sono le due domande. Ora, una delle cose che dobbiamo tenere a mente sulle prevalenti leggi ecclesiastiche relative al divorzio e alla possibilità di potersi risposare è che sono state fatte da sacerdoti che si sono votati al celibato. Si capisce allora il perché di queste leggi visto che essi sapevano che non avrebbero mai dovuto applicarle a loro stessi. Non è mia intenzione essere irrispettoso, ma penso sempre alle parole di Gesù in Matteo 23:4 quando disse degli scribi e farisei: “Infatti, legano dei fardelli pesanti e li mettono sulle spalle della gente; ma loro non li vogliono muovere neppure con un dito”.

Quindi, i loro regolamenti religiosi impongono alle altre persone pesanti oneri difficili da sostenere che fanno piegare e barcollare la gente, ma essi stessi non sollevano nemmeno un dito per aiutarli a portare questo peso. Penso che questo sia vero per molti degli indiscussi regolamenti ecclesiastici riguardanti il divorzio.

Dio permette mai il divorzio?

Avevamo già posto la domanda “Dio permette mai il divorzio?”. Alcuni cristiani tendono a dire “Mai!”

Non cercherò i versetti ma leggendo il libro di Esdra negli ultimi due capitoli, il 9 e il 10, si scopre che Esdra non solo ha permesso agli ebrei di divorziare dalle mogli non ebree che avevano sposato ma anzi ha comandato loro di divorziare. Non avrebbe consentito che rimanessero sposati con loro. Ora, che fosse giusto o sbagliato, almeno abbiamo risolto un problema. Vi sono circostanze in cui la Bibbia approva il divorzio.

Quali sono i motivi biblici per il divorzio? Bene, diciamo prima di tutto che il divorzio è sempre una sciagura. Se tutti gli uomini e persino tutti i cristiani vivessero secondo le leggi di Dio, non ci sarebbe la necessità di divorziare. Ma il fatto è che molti, cristiani e non-cristiani, non vivono secondo le leggi di Dio e vi sono delle occasioni in cui il divorzio è necessario. L’atteggiamento tradizionale della chiesa è sempre stato che se i cristiani sposati avessero divorziato, entrambi i coniugi sarebbero stati colpevoli senza la possibilità di risposarsi. Storicamente, questo era l’atteggiamento della chiesa. Per me ciò è assurdo. Prendiamo come esempio la rapina: il furto è un crimine. Se tutti vivessero nel modo giusto, non ci sarebbero furti. Giusto? Ma il fatto è che ci sono un sacco di rapine. Quindi, dobbiamo considerare la rapina come qualcosa di reale con cui dobbiamo confrontarci. Quindi, qual è la risposta? La rapina è un crimine? Quindi, quando una persona ne deruba un’altra, puniremo entrambi? Li metteremo entrambi in prigione? Non ha senso. Se in un matrimonio uno dei due è infedele proibire alla parte innocente di risposarsi è molto peggio che metterla in prigione. È una punizione molto più severa.

Allora, quali sono i motivi biblici che permettono il divorzio? Per affrontare la questione in modo approfondito ho intenzione di prendere tre diversi periodi nella Bibbia: il periodo che precede la legge di Mosè, il periodo sotto la legge di Mosè e il periodo iniziato da Gesù attraverso la proclamazione del Vangelo. Questi sono i tre periodi. Il tempo a disposizione non mi permette di leggere tutti questi versetti in dettaglio ma nel capitolo 38 di Genesi si trova un resoconto di ciò che accadde nella famiglia di Giuda, uno dei figli di Giacobbe. Egli ebbe tre figli: Er, Onen e Sela. Er si sposò con una donna di nome Tamar. La Bibbia dice che Er morì perché era malvagio, il Signore lo giustiziò, non sappiamo come, e non sappiamo nemmeno esattamente cosa fece. Quindi, secondo la tradizione dell’epoca il secondo figlio, Onen, avrebbe dovuto provvedere un discendente al fratello morto dalla sua vedova. Questa era l’usanza indiscussa dell’epoca. Onen si rifiutò di farlo e così Dio lo giustiziò, lasciando solo Sela che non era abbastanza grande per sposarsi. Così Giuda disse a Tamar: “Ora ascolta, sei stata sposata con il maggiore dei miei figli, lui è morto, la tradizione vuole che tu ti sposi con l’ultimo figlio che mi rimane Sela, ma non è ancora abbastanza grande per sposarti. Torna a casa di tuo padre e quando sarà abbastanza grande organizzeremo il matrimonio”. Questa non è certamente una tra le più belle storie ma questo è proprio come sono le persone. Tamar era ovviamente una donna coraggiosa e a un certo punto osservò che Sela era ormai abbastanza grande da sposarsi ma che nulla era stato fatto in questo senso. Così, venne informata che suo suocero, Giuda, stava andando in un posto a tosare le sue pecore.

Si travestì quindi da prostituta e si sedette sul ciglio della strada. Quando Giuda passò di lì le disse “Lasciami entrare e avere rapporti con te”. Lei gli rispose: “Va bene, ma cosa mi darai in cambio?” “Ti darò una capra”. Lei disse: “Come faccio a sapere che mi darai una capra? Che pegno mi darai? “. Giuda rispose: “Ti darò il mio sigillo e la mia verga”, che erano i segni distintivi della sua posizione. Quindi, lei prese il sigillo e la verga ed ebbero rapporti e lei rimase incinta. Alcuni mesi dopo fu recapitato un messaggio a Giuda che sua nuora Tamar era incinta. In modo tipicamente maschile egli disse: “Portatela fuori e sia bruciata”. Quando la chiamarono, lei aveva il sigillo e il bastone e disse a Giuda: “Sono incinta dell’uomo al quale appartengono queste cose. Potresti vedere a chi appartengono? “. “Appartengono a me” disse Giuda, abbastanza uomo da riconoscere il suo peccato. Così, Tamar non fu messa a morte e lei divenne la madre di due gemelli che sono in realtà, i due principali antenati della tribù di Giuda: Perez e Zerac.

Vi faccio semplicemente notare che poiché Tamar era promessa a Sela, l’infedeltà era considerata adulterio anche se il matrimonio non era stato consumato e la pena dell’adulterio era la morte. Questo è tutto ciò che sto cercando di affermare. Prima della legge di Mosè, per il popolo di Dio la pena stabilita per l’adulterio era la morte. Bene, questo risolve qualsiasi problema sul divorzio. Non è vero? Voglio dire, una volta che tuo marito è morto, sei libera, la Bibbia lo dice.

Ora, secondo la legge di Mosè, la fase successiva prevedeva che la pena obbligatoria per l’adulterio fosse la morte. Nessuna opzione era consentita. Prendiamo Deuteronomio 22:22-24. Vi ricordo che ho spiegato che la Bibbia parla di “coricarsi” quando si tratta di una relazione illegittima e di “conoscere” quando è una relazione legittima. Quindi qui si tratta di una relazione illegittima: “Quando si troverà un uomo coricato con una donna sposata, tutti e due moriranno: l’uomo che si è coricato con la donna, e la donna. Così toglierai via il male di mezzo a Israele”. Quando due persone erano giudicate colpevoli di adulterio, cioè di un rapporto sessuale che violava il voto matrimoniale, questa era la sua essenza, non c’era alternativa, la pena era la morte. Se si procede con la lettura si noterà che anche se la donna era solo promessa in sposa, se fosse stata in grado di rifiutare l’uomo e non l’avesse fatto, sia la donna che l’uomo dovevano essere messi a morte. Ancora una volta questo risolveva il problema del divorzio.

Facile, no? Non c’è alcun problema a divorziare quando la persona è morta.

Bene, ora arriviamo al Nuovo Testamento e andiamo a Matteo 5:32. Gesù dice: “Ma io vi dico: hiunque manda via sua moglie, salvo che per motivo di fornicazione … “. Nelle vecchie traduzioni la parola è fornicazione. Avrò un po’ di più da dire a riguardo. Molte persone sono state ingannate dalla traduzione perché la fornicazione è essenzialmente tra persone non sposate ma questo non è il significato di questa parola. La traduzione corretta è immoralità sessuale, fa molta differenza. “Ma io vi dico: chiunque manda via sua moglie, salvo che per motivo d’immoralità sessuale, la fa diventare adultera e chiunque sposa colei che è mandata via commette adulterio”. Quindi cosa intendeva Gesù quando parlava di divorziare dalla propria moglie per qualsiasi motivo tranne uno? D’immoralità sessuale. Quali motivi ha dato per il divorzio? L’immoralità sessuale. Proseguendo in Matteo 19:9: “Ma io vi dico che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per motivo d’immoralità sessuale, e ne sposa un’altra, commette adulterio”. Qual è il motivo per cui il divorzio è consentito? L’immoralità sessuale. La parola greca, per inciso, è pornaia e potremmo consultare lessici greci e dizionari senza dover tralasciare il Nuovo Testamento per vedere che significa qualsiasi tipo di immoralità sessuale, sia che la persona sia sposata o meno, sia che si tratti di un uomo con una donna o di uomo con un altro uomo. Tutto è compreso in questa sola parola. Vediamo solo alcuni esempi anche se potrei citarne molti di più. In Atti 15:20, abbiamo un decreto emesso dal Concilio di Gerusalemme su ciò che era richiesto ai gentili che seguivano Gesù e che non avevano l’obbligo di seguire la legge di Mosè. Tuttavia, c’erano quattro semplici cose che dovevano osservare. Questo è molto importante per tutti noi che non siamo ebrei perché questo è l’ambito in cui la legge di Mosè ci interessa. Quattro cose sono proibite: Atti 15:20 dice “Ma che si scriva loro di astenersi dalle cose contaminate nei sacrifici agli idoli, dall’immoralità sessuale, dagli animali soffocati, e dal sangue”. Mi chiedo se avete mai notato quella lista. Molti cristiani ne sono all’oscuro. Notate che il secondo punto indicato è l’immoralità sessuale. Ora, è ovvio che non stavano dicendo alle persone celibi che dovevano astenersi dall’immoralità sessuale mentre per quelli sposati era possibile! Sarebbe ridicolo. Quindi l’immoralità sessuale interessa sia gli sposati che i celibi. La prima cosa da cui dovevano astenersi era l’idolatria e le due successive erano gli animali strangolati, mangiare animali strangolati e mangiare animali con il sangue. Ho scoperto che molti cristiani contemporanei non sanno che questo è proibito. Perché è proibito mangiare qualcosa di strangolato? Perché il sangue rimane nell’animale. Bisogna tagliargli la gola e far uscire il sangue. E il sanguinaccio e la salsiccia di sangue agli occhi di Dio sono paragonabili all’immoralità sessuale. Spero di non aver ferito i sentimenti di qualcuno ma è così. In Atti 15:29 abbiamo la stessa cosa scritta in una lettera: “di astenervi dalle carni sacrificate agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati, e dall’immoralità sessuale (pornaia)”. Ora prendiamo 1Cor 5:1, Paolo dice ai cristiani di Corinto: “Si ode addirittura affermare che vi è tra di voi fornicazione, una tale fornicazione che non si trova neppure fra i pagani; al punto che uno si tiene la moglie di suo padre”. Qual è la parola usata? Pornaia. Cosa comporta? Due cose. Prima di tutto l’adulterio perché un uomo viveva con la moglie di suo padre e in secondo luogo l’incesto, che è una relazione al di fuori di quelle permesse. Sono entrambi descritti da quella parola pornaia. Andiamo adesso a 1Cor 5:9-11 “Vi ho scritto nella mia lettera di non mischiarvi con i fornicatori; non del tutto però con i fornicatori di questo mondo, o con gli avari e i ladri, o con gl’idolatri; perché altrimenti dovreste uscire dal mondo; ma quel che vi ho scritto è di non mischiarvi con chi, chiamandosi fratello, sia un fornicatore, un avaro, un idolatra, un oltraggiatore, un ubriacone, un ladro; con quelli non dovete neppure mangiare”. C’è un’intera lista di persone che non erediteranno il regno di Dio. I primi nella lista sono le persone che commettono pornaia. Qualsiasi tipo d’immoralità sessuale. Oggi dobbiamo trasmettere questo messaggio ai giovani della chiesa perché la maggior parte di loro o almeno alcuni di loro pensano che non ci sia nulla di sbagliato in questo. Hanno cambiato la parola fornicazione in sesso prematrimoniale e questo lo rende rispettabile. Non cambia minimamente il punto di vista di Dio su di esso. Anche nella lettera di Giuda al versetto 7, si parla del peccato di Sodoma e Gomorra. Qual è il peccato di Sodoma e Gomorra? l’omosessualità. Come è definita? Pornaia. Quindi la parola pornaia consiste di ogni tipo di deviazione sessuale. Comprende l’adulterio, l’incesto, l’omosessualità e non ho dubbi che includa la bestialità, l’avere rapporti con le bestie. Gesù ha detto che tutti questi sono motivo di divorzio. Ho avuto a che fare con più di una donna che ha scoperto che il marito era omosessuale, un omosessuale praticante. Ho spiegato loro: “Quello che fai è una tua decisione, ma per la Bibbia hai tutti i diritti di divorziare da lui” e il mio consiglio nella maggior parte dei casi è che lo facciano. Non credo di dover essere sentimentale su questo particolare problema. Trovo che Gesù e lo Spirito Santo siano realisti assoluti. Non so se l’avete notato. C’è una sorta di atteggiamento cristiano che dice: “Bene, se la moglie di un uomo è infedele e traditrice ma torna e dice: ‘Perdonami’, si deve perdonare”. Io vi dico che non dovete perdonare se non siete veramente convinti del pentimento e anzi vi consiglierei di non portare avanti il matrimonio. Vi consiglierei di cogliere il diritto offerto dalle Scritture e divorziare. Ho visto che funziona. Ho visto alcuni matrimoni infelici uscire da una situazione spiacevole. In un certo senso, se un uomo è sposato con una donna di facili costumi o una donna è sposata con uomo libertino e commettono adulterio questa può essere la liberazione di Dio per te. Non rinunciare. Lo so, non hai mai sentito nessuno predicare così. Ora voglio agire in modo corretto e dire che come cristiani siamo obbligati a perdonare chi è veramente pentito e se possiamo essere sicuri del pentimento dobbiamo ringraziare Dio di non doverli lapidare come avremmo dovuto fare secondo la legge di Mosè. Possiamo dire: “Dio ti ha perdonato, Dio ti ha purificato, ti rivoglio con me”. Ma ti consiglierei di farlo con grande prudenza e, se possibile, ti consiglierei di cercare la consulenza di un pastore cristiano maturo ed esperto prima di farlo, perché è una questione particolarmente difficile.

Ora, la prossima domanda è: se un cristiano è libero di divorziare è anche libero di risposarsi?

Tradizionalmente, la chiesa cattolica, la chiesa anglicana e altre chiese che chiameremmo liturgiche hanno stabilito che anche se sei divorziato non sei libero di risposarti. E molte denominazioni pentecostali hanno seguito quella stessa linea. Ve lo dico per esperienza, lo so. Vi assicuro che in nessun posto né nella Scrittura né nella cultura della Bibbia viene mai indicato che una persona possa essere libera di divorziare ma che non sia libera di risposarsi legalmente. Il divorzio prevede il diritto di risposarsi. I vecchi padri della chiesa avevano una cosa che chiamavano in latino “separatio a mensa et thoro”, che significa che li separi dalla tua tavola e dal tuo letto, ma resti ancora sposato. Che razza di matrimonio è mai quello? Questa è un’invenzione partorita dalla mente ecclesiastica umana e non ha nulla a che fare con le Scritture. Una cosa che ho imparato frequentando gli ebrei, è che hanno un atteggiamento sano nei confronti del matrimonio. È molto interessante che i cattolici non permettano ai preti di sposarsi. Non so come facciano a spiegare che Pietro aveva una suocera. Come si può avere una suocera senza essere sposati e come spiegare che gli apostoli erano costantemente accompagnati dalle mogli? Gli ebrei, d’altra parte, non permettono che un uomo possa essere rabbino a meno che non sia sposato e, a mio avviso, è molto più ragionevole. Infatti, Paolo ha detto che un anziano deve essere marito di una moglie. Quindi aveva chiaramente previsto i pastori o gli anziani sposati. Mi dispiace per l’uomo che deve affrontare molte difficoltà come pastore senza una moglie. Ci sono molteplici situazioni in cui si può trovare in una posizione molto difficile e compromettente e ci sono molti casi nella storia della chiesa in cui uomini di Dio sono stati intrappolati nell’immoralità da quella stessa situazione. Non credo sia stato giusto permettere che questo succedesse. Non sto dicendo che ogni ministro debba essere sposato, ma penso che quasi tutti i ministri pastori debbano essere sposati. Allora, diamo un’occhiata a ciò che dice la Scrittura. Prima di tutto, andiamo a Deuteronomio 24. Stiamo considerando nuovamente la legge di Mosè, solo per renderci conto che il principio non cambia mai. Bisogna tenere a mente che quando Gesù parlò agli ebrei del suo tempo, il loro pensiero si basava sulla legge di Mosè, quindi parlò a persone che pensavano in quei termini. In Deuteronomio 24:1-4, Mosè dice “Quando uno prende una donna e la sposa, se poi avviene che essa non gli è più gradita perché ha trovato in lei qualcosa di vergognoso, scriva per lei un libello di ripudio, glielo dia in mano e la mandi via da casa sua” questo è ancora il modo in cui gli ebrei trattano il divorzio “se ella esce da casa sua e va e diviene moglie di un altro uomo, se quest’ultimo marito la prende in odio, scrive per lei un libello di ripudio, glielo dà in mano e la manda via da casa sua, o se quest’ultimo marito che l’aveva presa in moglie viene a morire, il primo marito che l’aveva mandata via non potrà riprenderla in moglie”. Il linguaggio lì indica che non è più suo marito. È il suo ex marito. Il divorzio interrompe quel rapporto con lui come marito e la rende legalmente libera di sposare un altro uomo. Mosè non avrebbe mai fatto una legge che avrebbe costretto un altro uomo a commettere adulterio. Vedete dove voglio arrivare? Per quanto riguarda la mentalità ebraica e la legge di Mosè, la libertà di divorziare prevedeva la libertà di risposarsi. Non c’è mai stato un concetto di libertà di divorziare senza la possibilità di risposarsi. Ora, passiamo al Nuovo Testamento in 1Corinzi 7:27-28 “Sei legato ad una moglie? Non cercare di esserne sciolto. Sei sciolto da una moglie? Non cercare moglie. Tuttavia, anche se prendi moglie, tu non pecchi”. Sciolto in quel punto significa essere sciolti secondo le scritture da una moglie. Essere sciolti secondo le scritture e risposarsi non è un peccato. Siamo d’accordo? Mi chiedo quanti di voi capiscano che questa è una questione molto importante per moltissime persone. Non so quale sia il tuo “background” ma penso che ci siano milioni di divorziati che mantengono dei legami o che hanno dei persistenti sensi di colpa. La mia tesi è che se un uomo o una donna ha legittimi motivi scritturali per il divorzio e si risposa, è un giusto ed è un cittadino di prima classe del regno di Dio come qualsiasi altro credente. Ora però teniamo a mente che in tutto ciò che stiamo dicendo gli unici motivi ammessi per il divorzio sono collegati all’immoralità sessuale (pornaia). Ora, voglio prendere in considerazione per un momento i voti matrimoniali. Voglio fare un semplice esempio. Fondamentalmente, in tutto il mondo occidentale, i voti matrimoniali sono praticamente gli stessi, potrebbe essere in una specie di linguaggio superato come “Io prendo te.... finché morte non ci separi”. Effettivamente, in un certo senso, è un contratto. È molto più di un contratto, ma è un contratto. E in quel contratto, per usare la terminologia legale, so che abbiamo un avvocato qui, ci sono due clausole, c’è la clausola d’uso e la clausola temporale. La clausola d’uso è “Prometto di esserti fedele”. La clausola temporale è “Finché morte non ci separi”. Ora, in un contratto laico, se ci sono due clausole, una è una clausola d’uso e l’altra è una clausola temporale. Sono mutuamente dipendenti, non si può far rispettare l’una senza l’altra. Prendiamo l’esempio del Sig. Smith che affitta un edificio al Sig. Jones per cinque anni dal 1986 al 1991. Questa è la clausola temporale. La clausola d’uso è “L’edificio può essere adibito a qualsiasi uso eccetto la vendita di liquori”. Quindi, fintanto che Jones non usa l’edificio per la vendita di liquori, ha diritto a usare l’edificio fino al 1991. Ma, se viola la clausola d’uso e inizia a vendere liquori, Smith può dire “Ti sfratto dall’edificio”. La clausola temporale non è più in vigore quando non si rispetta la clausola d’uso. Quindi, quando una coppia si sposa la clausola d’uso è “il mio corpo è solo per te”. Nessun altro ha accesso al mio corpo. La clausola temporale è “finché morte non ci separi”. Ora se una delle parti non rispetta la clausola d’uso, non si può più far valere la clausola temporale. Vedete dove voglio arrivare? Non è più “finché morte non ci separi”. È una cosa strana, ma le persone religiose sembrano sempre concentrarsi sulle cose scomode e rendono le cose difficili mentre potrebbero essere relativamente facili. Voglio dire, se si trattasse di affittare un edificio, saremmo tutti d’accordo, ma quando si tratta di matrimonio ci preoccupiamo.

Ritengo che il Nuovo Testamento preveda un altro motivo di divorzio. Dico ritengo perché è ciò che io comprendo dalla Scrittura. Ma non voglio obbligarti a credere la stessa cosa. È una questione molto delicata e importante. Espongo semplicemente ciò in cui credo e ognuno di voi potrà poi decidere per sé. Il versetto in questione è 1Corinzi 7:10-15. “Ai coniugi poi ordino, non io ma il Signore, che la moglie non si separi dal marito (e se si fosse separata, rimanga senza sposarsi o si riconcili con il marito); e che il marito non mandi via la moglie”. Dice “il Signore ordina, non io ma il Signore” perché sta citando l’insegnamento di Gesù. Abbiamo già sottolineato che nell’insegnamento di Gesù c’era un’eccezione e cioè l’immoralità sessuale. Ma quello che Paolo sta dicendo qui è che, a meno che la questione non sia l’immoralità sessuale, un cristiano non ha il diritto di divorziare dalla sua compagna. E se lui o lei divorziano, l’unica opzione è rimanere nubile o riconciliarsi con il precedente compagno. È chiaro?

Sempreché il motivo non sia l’immoralità sessuale. Quindi, voglio sottolineare questo. Non sto dicendo che si è liberi di divorziare per qualsiasi motivo e poi sposarsi con qualcuno che ci piace. Non è assolutamente così. “Ma agli altri dico io, non il Signore”, qui Paolo sta dicendo qualcosa che non si trova nell’insegnamento di Gesù. Non credo che significhi che non è scritturale perché se è nella Bibbia lo è. Paolo sta dicendo che questo è un problema che Gesù non ha affrontato nel suo insegnamento. Se un credente ha una moglie non credente e lei è disposta a vivere con lui, non gli è permesso divorziare da lei. Prendiamo l’esempio di un uomo che viene alla fede e ha una moglie non credente. Finché è disposta a vivere con lui, allora non dovrebbe divorziare da lei. Lo stesso vale per la donna. La donna che ha un marito non credente disposto a vivere con lei non deve divorziare, perché il marito non credente è santificato dalla moglie e la moglie non credente è santificata dal marito, altrimenti i loro figli sarebbero impuri ma invece sono santi. In altre parole, uno dei due coniugi può garantire l’accettazione dei figli da parte di Dio sia che si tratti del marito o della moglie e questo ovviamente è estremamente importante. Ma poi Paolo continua dicendo: “Però, se il non credente si separa, si separi pure; in tali casi, il fratello o la sorella non sono obbligati a continuare a stare insieme; ma Dio ci ha chiamati a vivere in pace”. Io penso che significhi che se uno dei due coniugi arriva alla fede e come conseguenza l’altro coniuge lo lascia, il credente non è più vincolato a quel matrimonio. Ora, se sei in un paese come l’India o un paese musulmano o anche in altri paesi, è un caso molto probabile. Diciamo che una donna indù accetta Gesù come suo Salvatore e lo confessa apertamente. È molto probabile che il marito indù la lasci. Se non lo fa, Paolo dice che è una cosa meravigliosa, ma se lo fa, dice che lei non è più legata a quel marito. È così che capisco questi versetti. In ogni caso, continua dicendo che la motivazione principale di ciò che sta dicendo è che siamo chiamati alla pace per non creare liti e conflitti. Inoltre, dice che se lui o lei si risposasse, ci sarebbe una condizione importante valida solo per un credente. Secondo il Nuovo Testamento un credente non è mai libero di sposare un non credente. Puoi parlare quanto vuoi della guida dello Spirito Santo. Io lo dubito. Se fosse lo Spirito Santo a dare queste istruzioni, vorrebbe dire che va contro le sue stesse indicazioni. E se credi che Dio salverà quell’uomo o quella donna perché non lasci che lo faccia prima di arrivare al matrimonio? E lasciatemi dire qualcosa a questo riguardo perché ne ho avuto esperienza. Può succedere che un uomo voglia sposare una donna cristiana facendo finta di essere salvato. A te che se sei una donna dico: “Controlla! Aspetta di vedere i frutti”. Perché altrimenti, una volta che ti avrà, ritornerà come prima: non salvato!

La seconda condizione nella situazione in questione è che in ogni caso si devono soddisfare i requisiti della legge civile. Qualunque cosa facciamo nel campo del divorzio, deve essere in conformità con i requisiti della legge civile. Quei casi credo siano coperti dal Nuovo Testamento. Ma ci sono molti altri casi che non sono coperti dal Nuovo Testamento. È un campo complicato. Abbiamo un avvocato seduto qui e probabilmente potrebbe pensare a quindici casi diversi. Probabilmente potrei farlo anch’io se dedicassi del tempo a questo.

Voglio offrirti alcuni suggerimenti e voglio basarli sulle parole di Paolo in 1Corinzi 7:25 “Quanto alle vergini non ho comandamento dal Signore; ma dò il mio parere, come uno che ha ricevuto dal Signore la grazia di essere fedele”. Sì, lo sto facendo, ti sto dando il mio parere e penso di poterlo fare dopo 40 anni nel ministero come uno che ha ricevuto dal Signore la grazia di essere fedele. Ma questa è comunque la mia opinione. Ognuno deve prendere le proprie decisioni. Ho un amico pastore in Danimarca che questi problemi di cui parlerò li affronta regolarmente. Ad esempio, è normale oggi che i giovani convivano anche da non sposati. Non si preoccupano nemmeno di pensare al matrimonio, il che ovviamente è vero anche in America, ma in Scandinavia sono andati molto oltre. Poi si lasciano e uno dei due diventa credente e non è mai stato sposato, quindi è perfettamente libero di sposare chiunque voglia. Ma supponiamo che due non credenti si prendano la briga di sposarsi e poi si lasciano e uno dei due venga salvato. Perché è stato sposato, non è libero di risposarsi? In altre parole, mi chiedo perché debba essere penalizzato per essersi preso la briga di sposarsi mentre chi non si preoccupa di sposarsi non ha ostacoli. Ora, non sto dando la risposta. Sto solo dicendo che è un vero problema. Ovviamente, non è un vero problema se non ti trovi in quella circostanza. Ma se ti capita di esserci e sei una persona giovane di circa 22 anni, hai intenzione di affrontare il resto della tua vita obbligato a restare celibe?

Bene, questo mio amico pastore si è ritirato per cercare il Signore perché aveva condotto alcuni matrimoni per persone così e le persone anziane nella chiesa si erano lamentate, il che è tipico. Quindi voleva cercare il consiglio di Dio. Così si appartò per trovarsi da solo con il Signore e pregò: “Dio qualunque cosa tu mi dica, lo farò, tu me lo dirai e io lo farò”. E mi ha detto che sentiva il Signore che diceva: “Al contrario, qualunque cosa tu decida, io sarò d’accordo”. Vedete, penso che ci siano molte situazioni in quest’area in cui i leader e gli anziani della chiesa devono assumersi la responsabilità di prendere una decisione. E Dio dice che se prenderai una decisione ti sosterrà. Questa è una rivoluzione, vero? Ma penso che sia molto pratico. Consideriamo ora solo alcuni casi pratici. Prendiamo due persone, entrambi peccatori, entrambi hanno commesso adulterio, hanno divorziato e poi si sono risposati. E poi diventano credenti. Non erano stati salvati e non sapevano cosa fosse esserlo. Cosa dice loro la chiesa? Stai vivendo in adulterio? Devi rinunciare a tua moglie e tornare dalla tua precedente moglie? E i bambini? A me questo non sembra ciò che direbbe Dio. Non lo approvo. Questa è la mia opinione. La mia risposta sarebbe: Dio ti ha dato un nuovo inizio. Assicurati di non ripetere gli stessi errori. Questo potrebbe essere un esempio. Una cosa su cui dobbiamo essere molto chiari è che quando il Signore ci salva il perdono per il passato è garantito. Voglio leggere alcune Scritture perché alcuni di voi ne avranno bisogno. Voglio solo porre una domanda. Quando Gesù insegnò alle moltitudini per tre giorni e successivamente guarì, pensate che il suo insegnamento riguardasse esclusivamente la guarigione? Io non lo penso. Ci sono delle persone che ritengono che se vuoi arrivare a delle guarigioni devi insegnare solo la guarigione. Non credo sia vero. Dio conferma la Parola. Qualunque sia la parola giusta, Dio la confermerà. Abbiamo avuto alcuni dei nostri più grandi incontri di guarigione quando non abbiamo detto una sola parola sulla guarigione nella predicazione. In Mt 12:31, Gesù dice: “Perciò io vi dico: ogni peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini; ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata”. Qual è l’unico peccato che non sarà perdonato? È adulterio? No, è la bestemmia contro lo Spirito Santo. Ogni altro peccato sarà perdonato. Ciò include adulterio, omosessualità, fornicazione e qualsiasi altra cosa tu voglia aggiungere a quella lista. Grazie Signore. Si deve davvero sottolineare questo. Ci sono molti cristiani nella chiesa che si chiedono se Dio potrebbe mai perdonarli. Atti 13:38-39. Paolo sta parlando in una sinagoga ebraica su Gesù: “Vi sia dunque noto, fratelli, che per mezzo di lui vi è annunciato il perdono dei peccati; e, per mezzo di lui, chiunque crede è giustificato di tutte le cose, delle quali voi non avete potuto essere giustificati mediante la legge di Mosè”. Secondo la legge di Mosè non puoi essere giustificato dall’adulterio, ma credendo in Gesù puoi essere giustificato da tutto ciò che la legge di Mosè invece non può fare. È chiaro? Quando dico che sono giustificato è come se dicessi “È come se non avessi mai peccato”. Sono assolto, il verdetto è: “non colpevole”. Sono considerato giusto, sono reso giusto con la giustizia di Dio. Ecco cosa vuol dire essere giustificato.

Quindi, quando sei giustificato, è come se non avessi mai peccato. Perché sei stato reso giusto grazie alla giustizia di Dio che non ha un passato colpevole, che non ha ombre, non ha coscienza del peccato, non ha memoria del peccato. Questo è quello che significa essere giustificato dalla fede in Gesù. Potrei predicare su questo per settimane. È emozionante. Dopo tutto il nostro più grande problema, sai che cos’è? È il senso di colpa. E questa è l’arma più potente di Satana. 1Corinzi 6:9-11. L’abbiamo già letto ma ci torniamo. È una buona notizia. Sapevi che la parola Vangelo significa buona notizia? Quindi lascia che ti dica che se senti qualcosa che non è una buona notizia, non è il Vangelo. E c’è molto della cosiddetta predicazione del Vangelo che non porta alcuna buona notizia. 1Corinzi 6:9-11 “Non sapete che gl’ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v’illudete; né fornicatori, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio. E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio”. Siete stati lavati, purificati, santificati, siete stati giustificati, siete stati resi giusti con la giustizia propria di Dio anche se eravate un adultero o un fornicatore o un omosessuale. Quindi non permettere a nessuno di farti sentire in colpa per queste cose se ti sei veramente pentito e hai creduto in Gesù. Potresti affermare: “Comunque, hanno commesso adulterio. Ha divorziato dalla precedente moglie prima di essere salvato e ora ha sposato un’altra donna. Sta vivendo in adulterio”. Non ho intenzione di discutere, ma non vedo come tu possa essere giustificato ed essere comunque colpevole di quel peccato. Ora, non sto cercando di semplificare le cose perché credo in una ferma moralità per i cristiani. Ma non credo nell’essere più severo di Dio stesso. Ricordiamoci che Pietro ha avuto una visione sul tetto di un gran numero di animali impuri che scendevano su un lenzuolo e gli fu detto da Dio di mangiarli e lui non voleva. Dio gli disse: “Ciò che Dio ha purificato non chiamarlo impuro”. Penso che molti membri di chiesa dovrebbero dar ascolto a questo: “Ciò che Dio ha purificato non si osi chiamarlo impuro”. Non sminuiamo la potenza del sangue di Gesù che purifica da ogni peccato. Va bene, prendiamo qualche altro caso. Questi sono solo alcuni dei molti casi possibili. Non sto dando la risposta. Sto solo chiedendo di pensare a quello che forse non è mai stato chiesto prima, almeno in quest’ambito. Ci siamo occupati dei divorziati non salvati che si sposano e poi vengono salvati. Che dire di due persone non salvate che si sposano e poi divorziano ma non per adulterio. Più tardi l’uomo (o la donna) si risposa. Risposandosi così come lo capisco io, commette adulterio. A questo punto sua moglie (o il marito) è libera di risposarsi perché è stata liberata dal suo adulterio. Capite dove voglio arrivare? Riuscite a capire il problema? Non conosco la risposta, ma io sicuramente direi: “Procedete!”.

Poi proseguendo con lo stesso scenario: due persone non salvate si sposano e poi divorziano, ma non per adulterio, per incompatibilità o crudeltà mentale, o qualcosa del genere. Poi si allontanano e si perdono di vista. Cinque anni dopo uno di loro viene salvato e vuole sposarsi. Che cosa pensi di dire? Se ti sposi, commetti adulterio, ma non puoi farlo perché non sai cosa ha fatto l’altra parte. Va bene, andiamo a dormire stasera meditando su questa cosa. Vedete, io credo davvero che è in quest’ambito che la chiesa ha bisogno di una guida spirituale e matura e credo che queste siano le persone che dovrebbero risolvere la questione alla luce della Scrittura e della guida dello Spirito Santo. Non credo che le leggi coprano ogni caso, ma guardiamo un principio fondamentale riguardante il giudizio. Sto arrivando alla fine. Giacomo 2:12-13 “Parlate e agite come persone che devono essere giudicate secondo la legge di libertà”. Qual è la legge della libertà? Questa è un’ottima domanda. Non cercherò di entrare nei dettagli, ma è così che dobbiamo parlare e agire: come persone che saranno giudicate dalla legge della libertà, non dalla legge di Mosè. “Perché il giudizio è senza misericordia contro chi non ha usato misericordia. La misericordia invece trionfa sul giudizio”. Tremo per i membri di chiesa che giudicano le altre persone senza pietà. Tu sai perché? Perché saranno giudicati senza pietà. Se devo propendere per una parte o l’altra, ho intenzione di propendere per la misericordia, perché so una cosa: ho bisogno della misericordia di Dio.

Ora arriviamo a un altro aspetto completamente diverso del divorzio, che è molto importante e molto personale: è la guarigione delle ferite. Non credo che ci sia una persona con un divorzio alle spalle che non ne sia uscita in qualche modo ferita. Dirò qualcosa che ti sorprenderà. Quando ho sentito che Dio mi mostrava in modo soprannaturale che avrei dovuto sposare Ruth, e questa storia l’ho raccontata nel mio libro sia dal mio punto di vista che dal suo, le ho chiesto un appuntamento all’hotel “King David”. Le ho detto: “Incontriamoci a colazione alle 9”. L’hotel “King David” è un albergo a Gerusalemme e noi siamo stati insieme più o meno dalle 9 alle 16. Quindi è stata una lunga colazione. Ma una delle cose su cui mi sono maggiormente concentrato è stata la base del suo divorzio. Perché non volevo andare contro la parola di Dio. Non credevo che Dio mi avrebbe guidato in modo contrario alla sua parola e mi convinsi pienamente che il primo marito di Ruth era stato manifestamente infedele e che questa era la base del divorzio. Su questa base ho capito che Ruth era, sulla base delle Scritture, libera di sposarmi senza alcun complesso di inferiorità o colpa. Devo dire che guardandomi indietro sono veramente contento che Dio mi abbia messo in quella situazione perché so che i divorziati sono stati trattati in modo molto ingiusto dalla chiesa, ed è ora che qualcuno faccia qualcosa per rivendicare i loro diritti.

Voglio anche dire che ho un gioiello di moglie. Ma Ruth sarebbe d’accordo con me nel dire che ne è uscita con molte ferite e cicatrici. È una persona molto sensibile e molto tenera. Non si possono subire tutte le angosce di scoprire che tuo marito è infedele (o tua moglie è infedele) e poi passare il tuo tempo a pensare a ciò che accadrà ai bambini se si divorzia. Nessuno che abbia dei sentimenti naturali può uscirne senza una qualche cicatrice, ferita o dolore. E sfortunatamente la nostra attuale cultura in America è piena di feriti. Uno dei messaggi trasmesso per radio si chiama “dal rifiuto all’accettazione”. È successivo a quello sulle maledizioni ed è molto dettagliato. Offriamo la trascrizione gratuitamente per gli ascoltatori della radio. Ogni volta, riceviamo almeno un migliaio di richieste per quel libro. Che cosa vi dice questo? Che ci sono molte persone con la ferita del rifiuto. Oh, sono così felice che Dio mi abbia mostrato che si può essere guariti. Sarei paralizzato se dovessi affrontare tutte queste persone ferite senza alcun rimedio. Ma grazie a Dio ho un rimedio e funziona. E sto per darti il rimedio. Prima di tutto guardiamo un breve versetto in Isaia 54:6 “Poiché il Signore ti richiama come una donna abbandonata, il cui spirito è afflitto, come la sposa della giovinezza, che è stata ripudiata, dice il tuo Dio”. Questo spiega il problema. Secondo me è la ferita più profonda che può subire il cuore umano. È la ferita del rifiuto e penso che probabilmente il 50% delle persone in America oggi hanno questa ferita. Il divorzio non è l’unica causa. In effetti, la causa più comune è la sensazione di non essere amati dai genitori e poiché i genitori di oggi sono così delinquenziali, il risultato è che molti bambini crescono con la ferita del rifiuto. Bene, voglio dirvi in modo molto semplice come si può essere guariti. Ci sono tre passaggi molto semplici. Prima di tutto riconoscere di essere feriti. Affronta la realità della tua ferita. Ci sono molte persone che hanno subito un rifiuto. Conosco alcuni di loro personalmente, potrei descriverli. La loro reazione è stata: “Non permetterò mai che succeda di nuovo. Non permetterò mai che qualcuno mi si avvicini abbastanza da ferirmi così tanto. Indosserò una maschera di felicità e autosufficienza e non permetterò mai a nessuno di andare oltre quella facciata”. E quando queste persone sono donne il risultato è un trucco un po’ troppo pesante, ridono ma c’è una specie di nota fragile nella loro risata.

Sono un po’ aggressive in un certo senso. Quando affronti un certo argomento è possibile che ti respingano. Tutto di loro dice “Mi fa male dentro”. Ma loro non lo ammetteranno. Bene, se non ammetti di essere ferito, Dio non ti guarirà. Devi riconoscere la realtà della tua ferita. Ora, questo non succede solo alle donne, credimi. Gli uomini possono soffrire di rigetto tanto quanto le donne.

La seconda cosa che devi fare è riporre la tua fiducia nell’espiazione di Gesù, il messaggio della croce, il male si è trasferito su Gesù affinché il bene potesse essere messo a nostra disposizione e questo è vero in ogni area. Ma la verità ultima è che Gesù ha sopportato il nostro rifiuto perché noi potessimo avere la sua accettazione. Se non l’hai mai realizzato, non hai scoperto la fonte della guarigione. Voglio che tu lo dica con me. Usiamo la mano sinistra per le cose cattive e la mano destra per le cose buone. Non dirlo con me la prima volta, dillo dopo: “Gesù ha sopportato il nostro rifiuto perché potessimo avere la sua accettazione:

Gesù ha subito un duplice rifiuto. Prima di tutto è stato respinto dagli uomini. Il suo stesso popolo lo ha respinto. È difficile ma non è stata la fine. Esaminiamo Isaia 53:3 che è appena prima di Isaia 54.

“Disprezzato e abbandonato dagli uomini”. Questo è il primo rifiuto, ma non è il rifiuto estremo, quello che molte persone non hanno mai capito. Ciò che gli ha spezzato il cuore è il rifiuto di Dio. Guardiamo Matteo 27:46. Questa è una descrizione delle ultime ore di sofferenza di Gesù sulla croce “E, verso l’ora nona”, più o meno le 15, “Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lamà sabactàni?»”. La lingua è aramaico e significa: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Abbandonato, rifiutato. Quella è stata la prima volta nella storia dell’universo che il Figlio di Dio ha pregato, e il Padre non ha risposto. Il Padre distolse gli occhi e si turò le orecchie. Perché? Perché Gesù era stato fatto peccato per i nostri peccati e ha sopportato l’estrema punizione per il peccato, cioè viene rifiutato da Dio. Ora leggiamo quanto segue:

“Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, inzuppatala di aceto, la pose in cima a una canna e gli diede da bere”. Penso che l’aceto sia il segno estremo del rifiuto. “Ma gli altri dicevano: «Lascia, vediamo se Elia viene a salvarlo»”. Il resto dice “E Gesù, avendo di nuovo gridato con gran voce, rese lo spirito. Ed ecco, la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo”. Ciò che uccise Gesù non fu la crocifissione perché avrebbe potuto vivere almeno qualche ora in più. Pilato fu sorpreso più tardi quando sentì che era già morto. Non è morto a causa della crocifissione, è morto di crepacuore. Cosa ha spezzato il suo cuore? Il rifiuto. Il peggiore di tutti i rifiuti, il rifiuto di un padre. Ma cosa successe immediatamente dopo la sua morte? Il velo del tempio fu strappato in due da cima a fondo. Cosa significava questo? Siamo accettati! Il suo rifiuto ha potuto agire sul nostro e ha aperto la strada della nostra accettazione. Quindi siamo accettati da Dio grazie al fatto che Gesù è stato rifiutato.

La terza cosa che bisogna fare è abbandonare tutta l’amarezza e tutto il risentimento. Matteo 6:14-15, alla fine della preghiera del Signore, Gesù ha aggiunto queste parole: “Perché se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe”. Hai una scelta: puoi rifiutarti di perdonare e rinunciare al perdono di Dio o puoi perdonare e ottenere il perdono di Dio. Ricorda che il perdono non è un’emozione, è una decisione.

Ricordo di aver parlato molti anni fa con una donna il cui marito l’aveva abbandonata dopo circa quindici anni di matrimonio e l’aveva lasciata con i figli, senza soldi e così via. “Bene”, le dissi, “se vuoi la libertà, se vuoi guarire, devi perdonare tuo marito”. Lei mi ha risposto: “Ha rovinato quindici anni della mia vita e ora mi stai chiedendo di perdonarlo”. E io le ho detto: “Se vuoi che lui rovini il resto della tua vita continua a odiarlo”. Infatti, non è la persona odiata che soffre di più ma quella che odia. Altrove, insegnando su questa questione dissi: “Perdonare gli altri è come strappare delle cambiali”. Ho preso come esempio una donna il cui marito era stato infedele alla quale dissi: “Ora hai tra le mani un intero pacchetto di cambiali di tuo marito: cambiali di amore, cambiali di supporto, cambiali di rispetto, ecc. e sono assolutamente legali. Puoi far valere il tuo reclamo ma prima di farlo considera che Dio in cielo possiede molte più cambiali che tu devi a lui”. In effetti, in una delle parabole, il rapporto è di diciassette dollari a sei milioni di dollari. Quindi, Dio dice in senso figurato: “Facciamo un patto. Tu strappi le tue cambiali e Io strapperò le mie. Ma se tu trattieni le tue cambiali Io tratterrò le mie”. Quindi devi prendere una decisione. Se hai un qualche senso degli affari, strapperai le tue cambiali perché è stupido tenere diciassette dollari quando puoi averne condonati sei milioni. Alla fine del mio messaggio, e la vedo ancora in modo così vivido, mi si avvicinò lungo il corridoio una giovane donna sofisticata, elegantemente vestita, di circa trent’anni. Non avevo idea di cosa avrebbe fatto. Si fermò proprio di fronte a me e disse: “Sig. Prince, mentre stavi predicando mi sono liberata di circa 30000 dollari in cambiali”. Si voltò e uscì. Lei aveva ricevuto il messaggio. Non aveva bisogno di consigli da parte mia.

Non ho avuto bisogno di pregare con lei. Non ho avuto bisogno di fare niente. Era la persona più soddisfatta in quella congregazione quel giorno. Quindi, ricordiamoci, se vogliamo essere guariti e rimanere guariti, dobbiamo strappare le cambiali. È un buon affare farlo. Dico alla gente che perdonare gli altri non è essere super-spirituali. Vuol semplicemente dire avere il senso degli affari, tutto qui.

Quindi ora ci prenderemo cura della guarigione di coloro che hanno la ferita del rifiuto. E non ci stiamo limitando ai divorziati o alle persone che sono state sposate, ma a coloro che, seduti qui stasera, pensano che questa è la cosa che gli sta portando via la pace. Quando si ha questo problema del rifiuto, è come qualcuno che è sempre seduto all’esterno e guarda dentro e sente che non riuscirà mai a entrare. Gli altri possono ma io non posso.

Credo di aver detto abbastanza. Ora, se hai creduto a quello che ho detto stasera su come essere guarito e che sia veramente biblico, non sto parlando di matrimonio e divorzio, e tu vuoi essere guarito, e tu credi che io possa guidarti in una preghiera che ti aiuterà, voglio che ti alzi in piedi là dove sei, e ti condurrò in preghiera. Non so cosa accadrà quando pregherete questa preghiera, ma se lo pregate con fede, succederà qualcosa. Alcuni di voi potrebbero avere un’esperienza piuttosto drammatica, altri potrebbero non avere un’esperienza drammatica, ma ciò che chiedete lo riceverete per fede. Ti guiderò nella preghiera che sarà rivolta al Signore Gesù, non a me e alla fine della preghiera quando abbiamo detto Amen, andrò vicino al pastore e pregherò per il tocco del dito dello Spirito Santo. Sai che lo Spirito Santo è il dito di Dio? Puoi essere raggiunto e toccato proprio lì dove ti fa male. E aspetta che succeda.

Prenditi un po’ di tempo. Non abbiamo fretta. Ho detto tutto ciò che dovevo dire e ora lo Spirito Santo farà tutto nei prossimi cinque minuti. Quindi vorrei che tu dicessi queste parole dopo di me ricordandoti che non stai parlando a me, non stai parlando a un essere umano. Puoi chiudere gli occhi o tenerli aperti non ha importanza per me. E quando avremo detto “Amen”, non pregheremo più. Inizieremo a ricevere. Come si riceve? Ringraziando. Ringraziare è la più pura espressione di fede che esiste, la più semplice.

Dirai questo: “Signore Gesù Cristo, credo che tu sei il Figlio di Dio e l’unica via verso Dio. Sei morto sulla croce per i miei peccati e sei risuscitato dai morti. Ti ringrazio, Signore Gesù, che sulla croce hai preso su di te tutto il male dovuto al mio peccato affinché tutto il bene dovuto alla tua santa obbedienza potesse essere messo a mia disposizione. Hai preso il male, Signore, affinché io potessi ricevere il bene. In particolare, Signore, ti ringrazio che sulla croce hai sopportato il mio rifiuto. Il tuo cuore è stato ferito con il rifiuto affinché il mio cuore potesse essere guarito dal rifiuto per essere liberato da questa ferita causata dal rifiuto e di ricevere la tua accettazione e Signore per fede ora ricevo la tua accettazione. Non sono più qualcuno che è respinto e indesiderato. Sono un figlio di Dio, Dio è mio Padre, il paradiso è la mia casa, io appartengo, appartengo alla migliore famiglia dell’universo, grazie Dio, mi ami, ti prendi cura di me, mi vuoi, e Signore Ti amo anch’io. Ti ringrazio, Dio sei mio Padre, Signore sei mio marito, sono accettato, il rifiuto è passato, sono libero, le mie ferite sono guarite, grazie Signore, grazie, grazie”. Ora continua a ringraziarlo. Padre, noi preghiamo in nome di Gesù che la tua guarigione possa essere concessa a ognuno di questi cuori feriti, che tenderai il dito che è lo Spirito Santo e tocchi questi uomini e queste donne dove solo tu puoi toccarli. Dove solo il dito di Dio può toccarli, dove nessun bisturi umano può raggiungere, dove nessuno psichiatra può sondare, dove solo tu puoi toccarli. E crediamo che lo farai stasera. Ti ringraziamo ora per la guarigione. Ti ringraziamo per il tuo potere di guarigione che è presente qui stasera. Ti ringraziamo per tutto ciò che è stato acquistato dal sangue di Gesù e lo rivendichiamo il nome in Gesù. Amen. Prenditi un po’ di tempo per godere della presenza di Dio. Non è un peccato per un cristiano essere felice.

Traduzione da Anna Chiara Zanovello - per la distribuzione gratuita.


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